Il dispositivo antistatico

Continuiamo la nostra rubrica di approfondimento, #parlandoinunminuto del dispositivo antistatico.

Per farlo, dobbiamo rientrare velocemente nel mondo elettrico, andando a riprendere il concetto di conduttoreisolante.
Sono conduttori di corrente elettrica tutti i metalli. Gli elettroni di valenza risultano liberi di vagare all’interno del metallo, in quanto non appartengono ad alcun particolare atomo del reticolo cristallino.

Sono isolanti e quindi non conduttori di corrente elettrica la gran parte dei materiali polimerici. Gli elettroni di valenza sono vincolati da legami chimici molto forti ai propri atomi e non possono essere liberi di vagare al proprio interno.

Una valvola a sfera è realizzata mettendo insieme elementi metallici quali, corpo, chiusura, sfera e stelo (conduttori) con elementi polimerici quali sedi e guarnizioni (isolanti).
Un fluido, durante il passaggio all’interno della valvola, rilascia elettroni che possono essere trasferiti anche solo per strofinio alle parti metalliche: queste ultime possono caricarsi elettricamente grazie al fatto che ogni componente metallico è separato dall’altro da materiale polimerico isolante.
Questo continuo accumulo di cariche elettriche determina in seno alla valvola la possibilità di zone con differenze di potenziale crescenti in funzione del tempo. La differenza di potenziale continuerà a crescere fino a quando, per un definito valore, s’innescherà un processo di scarica repentina, con l’emissione di una scintilla elettrica tra corpo e sfera o tra corpo e stelo o ancora tra sfera e stelo.
La scarica, quindi, riequilibra i potenziali elettrici. Se però al contempo stiamo intercettando una miscela esplosiva (combustibile e comburente), l’innesco può far esplodere l’impianto!

Gli steli realizzati da Ribel sono sempre dotati di un doppio dispositivo metallico che fa sì che ogni parte metallica (corpo-stelo, sfera-stelo e di conseguenza corpo-sfera) sia sempre a contatto metallico con l’altra in modo da assicurare la più bassa resistenza elettrica possibile ed una libera circolazione di elettroni. In questa maniera si assicura equipotenziale elettrico ad ogni componente metallico.
Collegando a terra il corpo della valvola ogni parte di essa avrà quindi lo stesso potenziale della terra. La verifica di continuità elettrica tra lo stelo/sfera e il corpo valvola si realizza mediante un multimetro tarato e con alimentazione continua non maggiore di 12 V. Si deve registrare una resistenza elettrica non maggiore di 10Ω, conformemente ai criteri di accettazione delle norme EN 12266-2 App.B.2 e API6D app.H5. Il valore medio che si riscontra sulle valvole Ribel è pari ad 1 Ω.

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